La scelta tra un’autoclave con camera quadrata o rotonda dovrebbe essere determinata dalle specifiche tecniche corrette, dalla flessibilità di carico e dalla tecnologia dei sistemi di controllo.
Esistono due tipi principali di autoclavi da prendere in considerazione nelle situazioni di sterilizzazione biologica. Da un lato vi sono le unità di grande capacità e ricche di funzionalità, spesso impiegate in strutture ad alta produttività (come i centri di sterilizzazione centrale [CSSD] o gli impianti di produzione farmaceutica); queste dispongono in genere di camere a sezione quadrata con camicia termica, al fine di massimizzare l’area di carico e facilitare il riscaldamento e il raffreddamento. In alternativa, sono disponibili modelli di dimensioni ridotte, a costo inferiore e con un consumo energetico (dichiarato) più basso, utilizzati nella maggior parte dei laboratori per la preparazione dei terreni di coltura, la vetreria vuota e le attrezzature di laboratorio in generale. Queste unità presentano normalmente una camera a sezione circolare, in cui la capacità per ciclo è meno rilevante e vengono utilizzate solo all’occorrenza.
Le autoclavi a camera circolare sono generalmente prive di camicia, richiedono meno energia per portare la camera alla temperatura e alla pressione desiderate e, di solito, presentano un raffreddamento minimo o nullo, se non per la dispersione termica naturale; ciò comporta tuttavia tempi di ciclo più lunghi. Considerando le più recenti norme relative alle temperature delle acque di scarico e alle normative idriche, si raccomanda di prestare attenzione ad alcune affermazioni secondo cui il consumo di acqua ed energia sarebbe così basso come suggerito. Il raffreddamento degli scarichi al di sotto dei 60 °C richiede acqua fredda o un altro metodo per ridurre la temperatura delle acque reflue provenienti dall’autoclave.
Ricordate: è facile dichiarare un basso consumo di energia e acqua, ma occorre la stessa quantità di energia per riscaldare un carico specifico (ad esempio, fluidi in flaconi) da una temperatura a un’altra, indipendentemente dal modello di autoclave utilizzato.
Il problema principale di questi sterilizzatori di base, spesso dotati di sistemi di controllo a bassa tecnologia, è che presentano limitazioni riguardo a ciò che possono sterilizzare; inoltre, proprio a causa dei limiti del sistema di controllo, possono diventare obsoleti molto rapidamente.
Alcune affermazioni relative a costi di esercizio inferiori possono essere comprovate, ma abbiamo esperienza diretta di molti clienti che, attratti da tali promesse, si sono presto resi conto dei limiti del processo e hanno compreso di aver realmente bisogno di uno sterilizzatore multifunzionale. Uno sterilizzatore moderno, in grado di svolgere diverse funzioni di sterilizzazione e di trattare diversi tipi di carico, può rivelarsi anch’esso conveniente dal punto di vista economico, se correttamente dimensionato.
La maggior parte dei laboratori desidera poter sterilizzare molto più che semplici terreni di coltura e vetreria vuota, e anche l’efficienza del laboratorio è importante; pertanto, il dimensionamento della camera in base a specifici tipi di carico e il raggiungimento di determinati tempi di ciclo sono aspetti prioritari in fase di progettazione dell’unità. Inoltre, molti operatori di laboratorio si aspettano di poter trattare articoli difficili da sterilizzare, quali puntali per pipette o strumenti confezionati, che richiedono un’efficace rimozione dell’aria e devono risultare asciutti al termine del ciclo. Tali articoli non possono essere trattati né risultare asciutti al termine del ciclo in un semplice sterilizzatore di grado di ricerca o da laboratorio.
Le moderne autoclavi multifunzione con camere quadrate o rotonde, con o senza camicia, dotate della più recente tecnologia di controllo, possono risultare più costose all’acquisto iniziale, ma offrono una maggiore flessibilità ed eliminano la necessità di ricorrere a più sterilizzatori per svolgere le operazioni richieste; pertanto, l’acquisto dell’unità più economica disponibile può rivelarsi un falso risparmio.
Le autoclavi Astell possono essere programmate per funzionare come sterilizzatori da laboratorio di base, producendo vapore e utilizzando acqua solo quando necessario, il che le rende molto economiche; tuttavia, con una semplice programmazione, possono anche essere configurate per erogare vapore su richiesta, in modo da consentire cicli rapidi e l’asciugatura dei carichi. Le autoclavi
con generatori di vapore integrati sono ideali per carichi densi e porosi e per carichi pesanti destinati allo smaltimento.
Anche con tutte le funzioni attivate, il design Astell ottimizza il consumo energetico e l’utilizzo dell’acqua. L’energia viene impiegata solo quando necessario e, se l’unità rimane inattiva o viene lasciata accesa durante la notte, può spegnersi automaticamente passando in modalità di standby per mantenere semplicemente la temperatura. L’acqua di raffreddamento viene ricircolata e la sua temperatura controllata per ridurre la quantità di acqua sprecata inutilmente.
Gli sterilizzatori prodotti da Astell Scientific sono progettati per soddisfare le vostre esigenze:
- Tecnologia touchscreen di ultima generazione
- Programmazione protetta da password
- Generatori di vapore integrati che producono vapore solo quando necessario
- Serbatoi a pressione con o senza camicia per il riscaldamento e il raffreddamento
- Camere elettrolucidate
- Sistema a vuoto con ricircolo dell’acqua per ridurre il consumo idrico
- Ventilatori interni per cicli di flusso estremamente rapidi
- Porte singole / porte doppie
- Porte manuali / porte automatiche
- Tutte le caratteristiche di sicurezza conformi alle norme più recenti
- Software conforme alla normativa FDA 21 CFR Parte 11
Per ulteriori informazioni sulla nostra gamma di sterilizzatori a camera circolare e quadrata oppure per discutere le Sue esigenze con un esperto e ricevere assistenza e consulenza gratuite, La invitiamo a contattarci.
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