La sterilizzazione può essere definita come la distruzione statisticamente completa di tutti i microrganismi, compresi i batteri e le spore più resistenti.
La sterilizzazione può essere definita come la distruzione statisticamente completa di tutti i microrganismi, compresi i batteri e le spore più resistenti.
Si tratta di una condizione difficile da raggiungere e da dimostrare. Sebbene esistano numerose sostanze chimiche, sia inorganiche che organiche, in grado di uccidere i microrganismi, queste potrebbero non essere del tutto efficaci e lasciare residui indesiderati o tossici.
Anche le radiazioni ultraviolette e ionizzanti sono biocidi efficaci, in quanto alterano o modificano il DNA per impedirne la replicazione; tuttavia, i raggi ultravioletti non garantiscono gli stessi risultati efficaci né la facile convalida che la sterilizzazione a calore umido (vapore) è in grado di fornire. Se la sterilità è un requisito assoluto, gli scienziati di oggi ricorrono, come fecero i loro predecessori, al vapore.
I microrganismi tendono a diventare più attivi all’aumentare della temperatura dell’ambiente circostante; la maggior parte di essi, ma non tutti, muore a temperature superiori agli 80 °C. Nel caso dei prioni, i requisiti di temperatura e tempo necessari per la disattivazione sono molto più elevati. Le molecole di vapore si condensano sui microrganismi più freddi e trasferiscono 2.500 joule per grammo di vapore, riscaldando in modo molto efficiente i microrganismi fino alla temperatura alla quale vengono distrutti. Altri metodi di riscaldamento risentono del trasferimento di calore molto più basso dei gas caldi secchi e degli effetti dello strato limite, che possono isolare e proteggere i microrganismi.
Per ottenere la massima efficacia, il vapore deve essere saturo; tale condizione, insieme alla temperatura e alla pressione del vapore, è facilmente monitorabile, facilitando la verifica dell’avvenuta sterilizzazione. Grazie all’impiego delle tecniche di sterilizzazione a vapore è possibile raggiungere un elevato livello di sterilità e l’apparecchiatura più diffusa nei laboratori e negli ospedali è lo sterilizzatore a vapore, ovvero l’autoclave.
Per conoscere le differenze tra la sterilizzazione mediante calore, agenti chimici, radiazioni e filtrazione sterile, legga il nostro articolo tecnico.
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